“Ci sono cinque giganti da rimuovere sulla strada per la ricostruzione: si chiamano fame, malattia, ignoranza, squallore e disoccupazione”.
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In uno dei suoi ultimi editoriali Claudio Cerasa ha toccato un nervo scoperto: il rapporto tra Sindacati e Scuola.
«Lasci questo Paese. L’Italia è un posto bello e destinato a morire. Che purtroppo neppure si può permettere di essere distrutto. Almeno saremmo tutti costretti a ricostruire. Ed invece qui rimane tutto immobile».
Un tempo l’Europa era il centro del mondo. Ma il sogno di un futuro del mondo “europeo” si infranse in due guerre mondiali. Ora, una nuova crisi ne sta ulteriormente mettendo in discussione il ruolo a livello mondiale.
Il giorno di cui è stato appena celebrato l’anniversario, non è solo quello del voto con il quale nasce la Repubblica Italiana.
La pandemia ha il merito sinistro di riuscire a raccontare con un'efficacia che sarebbe stata prima impossibile, la vulnerabilità di assetti istituzionali e sociali che erano, già, assai fragili.
“Fu un momento eccezionale...: era la prima volta che i giuristi non si limitavano a svolgere il loro ufficio di segretari del Principe ma riuscivano ad operare come autentici specialisti della razionalizzazione sociale”.
Qual è la scelta di politica economica sicuramente efficace per un Paese che decidesse di dover assolutamente crescere per un periodo di tempo sufficientemente lungo?
Impatto e possibili soluzioni per un settore particolarmente colpito dalla crisi generata da COVID19.
