Romantico e suggestivo il richiamo in questi giorni difficili alla fermezza che caratterizzò la gestione del Secondo conflitto mondiale da parte di Sir. Churchill. Ma la questione non sta in questi termini.
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È come se stessimo combattendo una terza guerra mondiale. Senza mezzi sufficienti e, soprattutto, senza conoscere un nemico silenzioso ed invisibile che, proprio per questo, è ancora più temibile di un esercito ostile.
Il discorso pubblico è quasi tutto interamente centrato sull’economia. L’economia che, però, nel tempo, ha adottato semantiche, metriche sempre più astratte e ciò genera un allontanamento tra il dibattito e la realtà.
“Se lo scientismo è qualcosa, esso è la fede dogmatica nella scienza. Ma questa fede cieca è estranea allo scienziato autentico. Tutti i grandi scienziati furono critici nei confronti della scienza”.
Vision ha prodotto dieci idee per il futuro della democrazia, al fine di avviare un dibattito su come riformare le istituzioni liberali.
Ci voleva un nuovo misterioso agente patogeno, manifestatosi in quel Paese che era la “fabbrica del mondo”, per stabilire - in maniera definitiva - che una società super connessa è una società fragile.
Non è solo una rivoluzione industriale quella che stiamo vivendo. La mutazione innescata da Internet sta, infatti, producendo soprattutto un'enorme riallocazione di informazione e, dunque, di potere.
È paradossalmente il petrolio che ha segnato il destino del mondo arabo. Ed è, altrettanto paradossalmente, nell’inizio della fine della dipendenza dal greggio, la più robusta speranza di normalità per centinaia di milioni di arabi che, da settant’anni, tra Damasco e Tripoli, vivono di guerre senza fine.
Il tragico caso dell'istruzione italiana.
