Tra migrazioni interne, corruzione e sfruttamento: le sfide di un continente in bilico

Articolo di Emanuele Gentile (Esperto di Africa) per Vision
Dobbiamo sapere che attualmente in Africa vivono circa 21 milioni di africani che vivono in un altro paese africano. Un dato inquietante che ci fa capire il dramma di un continente che sembra essere “the future promised land”, ma che in realtà vive una condizione che definire complessa è una diminutio scorretta. Altro dato interessante: nel Bourkina Faso vivono 1,5 milioni di Burkinabé (così si chiamano gli abitanti del paese saheliano) che hanno lasciato le proprie case e risiedono in altre zone del paese!
Se si vedono gli istogrammi del UNDESA capiamo tutto:
1990 – 22 milioni di migranti;
2005 – 27 milioni di migranti;
2020 – Ben 42 milioni di migranti.
Addentrandoci nei numeri possiamo suddividere gli immigranti in 3 categorie:
1) Migranti dall’Africa (più o meno il 4% del totale);
2) Migranti entro l’Africa (il 48 % del totale);
3) Migranti fuori l’Africa (il 45% del totale).
Pertanto evitiamo letture per sommi capi su quanto sta accadendo in Africa e cerchiamo di dare un’analisi più approfondita in grado di dare soluzioni a una crisi esplosiva.
Fra l’altro ci sono diversi tipi di migrazioni:
1) Migrazioni per motivazioni politiche;
2) Migrazioni per motivazione di carattere ambientale;
3) Migrazioni per motivi etnici;
4) Migrazioni per motivi bellici.
Questi particolari tipi di migrazione causano certamente molti effetti che incidono pesantemente sul continente africano. Tutta questa massa che si sposta da un lato all’altro dell’Africa sortisce molti effetti come fragilità dei governi, feedback negativo sull’ambiente, sviluppo di ulteriori guerre etniche e, naturalmente, tali migrazioni innescano guerre. In breve, se non si risolverà il problema dell’immigrazione i problemi eterni dell’Africa rimarranno tali.
Quindi, quando smetteremo di andare nei confronti dell’Africa con spirito predatorio? L’Africa non ha bisogno di questo. Già multinazionali, Russia, Cina, Europa e Usa stanno spogliando l’impressionante patrimonio di materie prime possedute dal Continente producendo danni ambientali enormi.
Assicurare un futuro degno di questo nome all’Africa mica è un’impresa semplice e facile. Tutt’altro. Non facciamoci prendere dall’indole del “buon sammaritano” perché rischieremmo una cantonata pericolosa. Non facciamo, per la carità, i sammaritani in quanto a proposito di religione i missionari sono stati quelli che hanno lavorato al meglio in Africa come anche le Onlus. Missionari e Onlus gli unici rappresentanti del c.d. “mondo civilizzato” a non aver combinato i danni che interventi statali o di organismi internazionali hanno creato.
Dall’altra parte, c’è da dire che buona parte dei regimi che governano i paesi africani sono corrotti e in possesso di una narrazione “etnica” sanguinosa e violenta. Quindi, non bisogna andare lì tanto per foraggiare il Generale X che ha messo le mani sul proprio paese. Un’azione magari suggerita dall’estero o dal gruppo tribale a cui appartiene. Ciò causando a sua volta violenza e novelle migrazioni interne od esterne. Questo è un punto molto importante. Infatti, bisogna decidere che tipo di democrazia c’è in Africa e se le popolazioni africane sono democratiche. Per carità non rimettiamo in circolo le teorie di Sir Lugard (governatore della Nigeria del Nord e del Sud) con il suo celebre volume “The Dual Mandate in British Tropical Africa” del 1929. Sarebbe una iattura.
Capite che il crinale è delicatissimo. Da un lato, evitare fenomeni deleteri di “neocolonialismo” da parte di quelli di fuori e dall’altro lato, non permettere la sussistenza di regimi corrotti. Questo crinale deve avere al centro le popolazioni africane e il loro benessere. Perché tutto passa per un dato inquietante: fra Etiopia, Somalia e Kenya ci sono 21 milioni di migranti accampati. Ed è da questo dato che dobbiamo partire. Tutto il resto è parlare senza senso.
Alcuni libri utili:
Federico Rampini, "La Speranza africana", Mondadori, 2023
Mario Giro, "Global Africa", Guerini, 2019
Apostolos Andrikopoulos, "Argonauts of West Africa", The University of Chicago Press, 2023
Alberto Sciortino, "L' Africa in guerra. I conflitti africani e la globalizzazione", Dalai, 2008
Zeinab Badawi, "Storia africana dell'Africa. Dall'alba dell'umanità all'indipendenza", Rizzoli, 2024
