Seleziona la tua lingua

Featured

I Risultati della Quinta Venice Conference sul Cambiamento Climatico e Sostenibilità

BEYOND COP

SUSTAINABILITY AS A COMPETITIVE ADVANTAGE
AND A FRAME FOR ADAPTING TO
A POST 1.5 DEGREE WORLD

La prossima edizione della Venice Conference si terrà dal 30 settembre al 2 ottobre 2027.

Image

Quattro anni dopo la prima edizione, la Venice Conference on Global Governance of Climate Change torna nel 2026 con rinnovata urgenza a Venezia. Da sempre ammirata per la sua bellezza ma al tempo stesso emblema della vulnerabilità globale, la città offre uno sfondo quanto mai appropriato per un mondo che si trova ad affrontare le conseguenze sempre più rapide del cambiamento climatico.

Dall’ultima conferenza il contesto internazionale si è fatto più complesso. La COP30 di Belém (2025) si è conclusa in un clima di frustrazione: nonostante qualche progresso limitato sulla finanza per l’adattamento, non è stato raggiunto alcun accordo sull’abbandono graduale dei combustibili fossili, e la mancanza di impegni di finanziamento per il Fondo per la risposta a perdite e danni ha lasciato i Paesi in via di sviluppo profondamente delusi. Oggi, nel 2026, le temperature globali sono già 1,6°C al di sopra dei livelli preindustriali: la soglia di 1,5°C non è più un obiettivo lontano, ma una realtà già superata. Il caldo torrido che ha colpito l’Europa quest’estate rende più evidente che mai l’urgenza di agire subito. Nel frattempo, il mutare degli equilibri politici (il parziale ritiro degli Stati Uniti dal quadro dell’Accordo di Parigi, la reazione contro il Green Deal in Europa e il crescente scetticismo degli elettori) ha trasformato la politica climatica in una fonte di tensioni geopolitiche. Eppure questa turbolenza potrebbe anche riaccendere l’ambizione, aprendo nuovi spazi per una governance del clima pragmatica e innovativa.

In questo scenario, la conferenza del 2026 adotta il tema “La sostenibilità come vantaggio competitivo”, sottolineando che l’azione per il clima non è soltanto un imperativo morale, ma anche una necessità economica. Dalla gestione dei rifiuti residui all’intelligenza artificiale, il dibattito si è concentrato su come la sostenibilità possa stimolare innovazione, resilienza e competitività. In qualità di hub pre-COP, l’incontro di Venezia convoglia proposte concrete verso i negoziati di Antalya.

Attraverso il collaudato metodo dei Problem Setting–Solving Groups (PSSG), workshop collaborativi guidati da esperti del settore e supportati da gruppi di studenti delle principali università, la conferenza ha sperimentato nuovi modelli negoziali e quadri di policy in sei aree chiave:

  • Rifiuti - gestione dei rifiuti residui per il riciclo;

  • Mobilità - integrazione del Tevere nella rete dei trasporti di Roma;

  • Ricostruire Venezia - come rendere Venezia resiliente e vivibile;

  • Rinnovabili in Africa - rendere trasparenti i rischi per favorire gli investimenti nell’energia solare;

  • Oltre la COP - costruire istituzioni globali all’altezza del XXI secolo;

  • Interventi climatici - un quadro di governance per la geoingegneria.

VIDEO

La Venice Conference on Global Governance of Climate Change and Sustainability 2026, giunta alla quinta edizione e intitolata Beyond COP, punta a passare dalla diagnosi alle soluzioni concrete, concentrandosi su tre obiettivi strategici principali.

In primo luogo, la conferenza intende andare oltre il modello della COP. Con le emissioni ancora in aumento e un processo multilaterale che fatica a produrre risultati, si interroga su come ricostruire la governance del clima per il XXI secolo e per un mondo che ha ormai superato la soglia di 1,5 gradi. La sostenibilità viene considerata non solo un imperativo morale, ma anche una leva strategica per la competitività, il rinnovamento industriale e l’adattamento, nonché un modo per costruire istituzioni capaci di conciliare interessi molto diversi tra loro.

In secondo luogo, punta a collegare le crisi globali alle vulnerabilità locali. Svolgendosi a Venezia, città che incarna al tempo stesso resilienza e fragilità, la conferenza ha messo in luce il legame tra le dinamiche climatiche globali e i loro impatti concreti sul territorio: dall’innalzamento del livello del mare al caldo estremo, dalla perdita dei raccolti alla pressione sulle infrastrutture urbane.

In terzo luogo, l’evento ha promosso il dialogo tra mondo accademico, industria e decisori politici, e costruisce la fiducia di cui l’azione collettiva ha bisogno. In sei gruppi di problem solving, scienziati, studenti, imprenditori e funzionari pubblici lavorano fianco a fianco su proposte concrete di governance del clima, perché ricerca e visione si traducano in soluzioni attuabili.

La sintesi di questi obiettivi confluisce nel Manifesto di Venezia, un documento di policy che raccoglie proposte concrete sulla governance del clima e sulla sostenibilità. Il Manifesto sarà presentato ai decisori internazionali alla COP31 di Antalya, con l’obiettivo di contribuire a definire un’agenda globale condivisa ed efficace per l’azione climatica.

Siena

I PARTECIPANTI

Alla Conferenza hanno preso parte oltre 100 persone, provenienti da più di venti Paesi del mondo. Il progetto riunisce decisori politici e analisti, rappresentanti del mondo delle imprese, giornalisti e corrispondenti dei media, accademici e ricercatori interessati a unirsi alla piattaforma.

Tra i principali contributori figuravano Francesca Maria Claudio, Partner di McKinsey; Giuseppe Collino, Managing Director e Senior Partner di BCG; Maud Deschamps, Chief Customer, Brand and Sustainability Officer per l’Europa e la divisione Health di AXA; Stefano Suman, Responsabile Risk Management di AXA Italia; Alessandra Peres, Customer & Distribution Manager di Swiss Re Corporate Solutions; Lucia Silva, Responsabile Sostenibilità di Generali; Pierfrancesco De Rossi, CEO di Siemens Mobility Italia; Sasha Luccioni, cofondatrice e CEO di Sustainable AI Group, e Boris Gamazaychikov; Luca D’Agnese, Direttore Policy Evaluation and Advisory di Cassa Depositi e Prestiti; Dario Mangilli, Responsabile Sostenibilità di IMPact SGR; Marco Caporale, Responsabile della Pianificazione dei Servizi di A2A; Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company; Camilla Lunelli, Vicepresidente di Ferrari Trento e Direttrice Comunicazione, Relazioni Esterne e Sostenibilità del Gruppo Lunelli; Giovanni Fanin, Presidente e Amministratore Delegato di Cereal Docks; Andrea Illy, Presidente di Illy Caffè; Andrea Conzonato, Amministratore Delegato di Santa Margherita Gruppo Vinicolo; Giovanni Caturano, membro del Consiglio di Amministrazione di MARE Group; Florian Wagner, CEO e fondatore di Emerald Horizon; Roby Yahav, Head of Technology and Policy di Stardust; e Cliff Prior, Ambasciatore del Global Steering Group for Impact Investment.

La conferenza ha riunito figure di primo piano provenienti dai governi e dalle istituzioni internazionali. Tra queste, Kim Campbell, ex Prima Ministra del Canada; Ibrahima Cheikh Diong, Direttore Esecutivo del Fondo per la risposta a perdite e danni, insieme ad Andrey Shlyakhtenko e Sandra Romboli del Fondo; Enrico Giovannini, Professore all’Università di Roma “Tor Vergata” ed ex Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili; Barbara Kolm, membro del Consiglio Nazionale austriaco e Presidente dell’Hayek Institute; Christophe Grudler, membro del Parlamento Europeo; Elisa Venturini, Assessora all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile della Regione del Veneto; Jean Francis Sempore, Fundraising and Project Manager di WASCAL; Suruchi Bhadwal, Direttrice della Divisione Scienze della Terra e Cambiamento Climatico di TERI; e Frans-Anton Vermast, International Smart City Ambassador.

Un’ampia comunità di ricercatori e analisti di policy ha contribuito con un approccio interdisciplinare. Tra loro Francesco Grillo, Direttore di Vision e Academic Fellow presso l’Università Bocconi, insieme al team di Vision: Francesca Stefani, Alice Filippini, Linus Wendel, Rithika Clifford e Shrikant Bacha. A loro si sono uniti esperti di think tank e di policy, tra cui Bernardino León Reyes e Lucía de Castro di Avanza; Maja Groff, Direttrice Esecutiva e Convenor della Climate Governance Commission; Benito Müller di Oxford Climate Policy; Hu Tao, Vicepresidente dello Shanghai Tiangong Institute of Industrial Green Development; Li Yangyang della Macao International Carbon Emission Exchange e della Guangdong University of Foreign Studies; e Simone Gasperin di IPPR e UCAL.

Hanno inoltre contribuito Carlo Carraro, ex Rettore dell’Università Ca’ Foscari ed ex Vicepresidente del Gruppo di Lavoro III dell’IPCC; Marco Sgarbi, Rettore dell’Università Ca’ Foscari; Alessandro Perego, Prorettore allo Sviluppo Sostenibile e all’Impatto Sociale del Politecnico di Milano; Francesco Perrini, Associate Dean for Sustainability di SDA Bocconi School of Management; Matteo Di Castelnuovo, Professor of Practice in Economia dell’Energia presso SDA Bocconi; Vitaliano Fiorillo, Direttore dell’Invernizzi AgriLab della Bocconi, con Andrea Conconi; Simone Borghesi, Direttore della Florence School of Regulation – Climate e Prorettore dell’Università di Siena; Kalypso Nicolaïdis, titolare della Cattedra di Global Affairs presso la School of Transnational Governance dell’Istituto Universitario Europeo (EUI), con Jesse Scott, Jacopo Bencini e Andrew Wickoff; Phoebe Koundouri, Professoressa presso l’Athens University of Economics e l’Università di Cambridge; Colin Mayer, Professore Emerito all’Università di Oxford; Alexandra Borchardt, Professoressa Onoraria presso la TUM School of Management; Francesco Musco, Professore di Metabolismo Urbano e Territoriale all’Iuav, e Pierpaolo Campostrini, Direttore di Corila; Filippo Magni e Jacopo Galli dell’Iuav; Gianfranco Pellegrino, Direttore dell’AXA LUISS Lab on Climate Change, Risk and Justice; Silvia Menegazzi e Yelena Yermakova della LUISS Guido Carli; Liliana Śmiech, Márk Vargha e Ágnes Kovács Tahy rispettivamente della Ludovika University of Public Service e della Pázmány Péter Catholic University; e Roy Cobby, dottorando al King’s College London.

Giornalisti e direttori di testate internazionali hanno contribuito a diffondere le idee della conferenza presso un pubblico più ampio. Tra loro Pilita Clark (Financial Times); Oliver Morton e Matt Steinglass (The Economist); Laura Hood e Rachel Jolley (The Conversation); insieme ad Andrea Gori, CEO di Illuminem.

Image

Una parte fondamentale della conferenza è stata la partecipazione attiva degli studenti, che hanno contribuito con entusiasmo ai PSSG, introducendo le sessioni e redigendone i resoconti.

Un ringraziamento speciale va agli studenti del Master in Transformative Sustainability dell’Università Bocconi e del Politecnico di Milano: Caterina Morganti, Filippo Angiolini, Valerio Spiniello, Chiara Sena, Victoria Fiumi, Eleonora Andreoli, Vittoria Marino, Connor Mika Van Heulen, Jule Franziska Jessen, Gabriele Coppa, Gabriele Ghilotti, Mathieu Camille Lionel Echevin ed Edoardo Pietro Sibilla.

Dalla European University Institute, gli studenti del Master della Florence School of Transnational Governance: Fanta Darboe, Helena Marschall, Katie Nemergut, Matei Marcu, Saad Nahid e Yesi Xu.

SDA Bocconi è stata rappresentata da Melody Dean, Federico Puteri, Katrina Davis, Shrikant Bacha e Rithika Clifford, e l’Università LUISS da Leonardo Sannibale.

Image

I PARTNER

Vision organizza la quinta edizione della Venice Conference grazie a numerose partnership con importanti istituzioni e attori nazionali e internazionali.

Tra i partner scientifici figurano prestigiose istituzioni accademiche e di ricerca, tra cui la Guangdong University, la Nova Business School, l’Università Bocconi, il Politecnico di Milano e la LUISS, oltre alle università veneziane: l’Università Iuav, la Venice International University (VIU) e l’Università Ca’ Foscari.

Il founding partner della Dolomite Conference è AXA.

I media partner sono: The Conversation, l’agenzia mediatica globale che funge da ponte tra le migliori università e il grande pubblico; illuminem, la piattaforma globale dedicata a sostenibilità e business; e GEDI, uno dei principali gruppi editoriali italiani.

La quinta Venice Conference ha avuto l’onore di ricevere il patrocinio istituzionale della Commissione Europea, della Città Metropolitana di Venezia, del Comune di Venezia, del CORILA (Consorzio per il Coordinamento delle Ricerche inerenti al Sistema Lagunare di Venezia), della Venice Sustainability Foundation e di RAI Veneto, che hanno contribuito alla visibilità dell’iniziativa.

Il riconoscimento e il sostegno di queste istituzioni sottolineano l’importanza della Conferenza come piattaforma di dialogo e cooperazione internazionale.

La Conferenza è stata organizzata in collaborazione con Siemens, Cereal Docks, Avanza e NEST (Next Enabling Software Technologies), il cui coinvolgimento ha rafforzato il ruolo centrale del settore privato nel promuovere sostenibilità e innovazione.

La Conferenza si è inoltre avvalsa della collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (ICSC).

La quinta Venice Conference on Global Governance of Climate Change and Sustainability è onorata di aver ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana, conferita come premio di rappresentanza in riconoscimento di questa edizione della Conferenza.

Image

Il cambiamento climatico sta già colpendo Paesi in ogni parte del mondo, compresi quelli che non hanno avuto alcun ruolo nel provocarlo. Ma è anche un’opportunità. Il cambiamento climatico ci ricorda che condividiamo un pianeta, un ambiente globale e un futuro ancora da costruire. Poche sfide ci spingono con tanta forza verso soluzioni che vadano oltre i confini e la contrapposizione ideologica. Per questo lavorare sulla sostenibilità è un imperativo morale, ed è indispensabile farlo con un metodo capace di attraversare generazioni, Paesi e linguaggi professionali.

Citazione dal Venice Manifesto

Consulta qui l'Agenda della Quinta Venice Conference.

Image
Image