La prossima fase dell'evoluzione di internet

Un articolo di Fracesco Grillo per The Conversation
Nel film Viaggio Allucinante (Fantastic Voyage) del 1966, un'astronave e il suo equipaggio vengono ridotti a dimensioni microscopiche e iniettati nel corpo di un astronauta ferito per rimuovere un coagulo di sangue potenzialmente letale dal suo cervello. Il film, vincitore di un Oscar e successivamente trasformato in un romanzo da Isaac Asimov, all'epoca sembrava pura fantasia. Tuttavia, anticipava quella che sarebbe potuta essere la prossima rivoluzione in campo medico: l'idea che sensori sempre più piccoli e sofisticati potessero entrare nei nostri corpi, collegando gli esseri umani a internet.
Questo “Internet of Beings” potrebbe essere la terza e ultima fase dell'evoluzione di internet. Dopo aver collegato i computer nella prima fase e gli oggetti di uso quotidiano nella seconda, i sistemi informativi globali sarebbero ora collegati direttamente ai nostri organi. Secondo gli scienziati naturali, che si sono recentemente riuniti a Dubai per una conferenza dal titolo Prototypes for Humanity, questo scenario sta diventando tecnicamente fattibile. L'impatto sugli individui, sulle industrie e sulla società sarà enorme.
L'idea di digitalizzare i corpi umani ispira sia sogni che incubi. Alcuni miliardari della Silicon Valley fantasticano di vivere per sempre, mentre gli esperti di sicurezza temono che i rischi di hacking dei corpi superino di gran lunga le attuali preoccupazioni in materia di sicurezza informatica. Come discuto nel mio prossimo libro, “Internet of Beings”, questa tecnologia avrà almeno tre conseguenze radicali.
In primo luogo, il monitoraggio continuo delle condizioni di salute renderà molto più facile individuare le malattie prima che si sviluppino. Le cure costano molto di più della prevenzione, ma un monitoraggio sofisticato potrebbe sostituire molti farmaci con misure meno invasive, come cambiamenti nel regime alimentare o programmi di esercizio fisico più personalizzati.
Milioni di decessi potrebbero essere evitati semplicemente inviando avvisi tempestivi. Solo negli Stati Uniti, 170.000 degli 805.000 attacchi cardiaci che si verificano ogni anno sono “silenziosi” perché le persone non ne riconoscono i sintomi.
In secondo luogo, i sensori, meglio definiti biorobot poiché probabilmente saranno realizzati in gel, potrebbero essere in grado non solo di monitorare il corpo, ma anche di curarlo attivamente. Potrebbero rilasciare dosi di aspirina quando rilevano un coagulo di sangue o attivare vaccini quando i virus attaccano.
I vaccini a mRNA sviluppati per il COVID potrebbero aver aperto questa frontiera. I progressi nelle tecnologie di editing genetico potrebbero persino portare alla creazione di bio-robot in grado di eseguire micro-interventi chirurgici con minuscole “forbici” proteiche che riparano il DNA danneggiato.
Terzo, e più importante, la ricerca medica e la scoperta di farmaci subiranno una rivoluzione. Oggi gli scienziati formulano ipotesi su sostanze che potrebbero funzionare contro determinate patologie, poi le testano attraverso sperimentazioni costose e dispendiose in termini di tempo. Nell'era dell'Internet of Beings, il processo si inverte: enormi database generano modelli che mostrano cosa funziona per un problema e gli scienziati lavorano a ritroso per capirne il motivo. Le soluzioni saranno sviluppate in modo molto più rapido, economico e preciso.

Trasformazioni radicali
L'era della medicina standardizzata sta già volgendo al termine, ma l'Internet of Beings andrà ben oltre. Ogni persona potrebbe ricevere consigli quotidiani sulle dosi dei farmaci personalizzate in base a micro-cambiamenti quali la temperatura corporea o la qualità del sonno.
L'organizzazione stessa della ricerca medica subirà una trasformazione radicale. Enormi quantità di dati provenienti da organismi che vivono una vita naturale potrebbero rivelare che alcuni mal di testa sono causati dal modo in cui camminiamo, o che il cervello e i piedi si influenzano a vicenda in modi inaspettati.
Attualmente la ricerca si concentra su malattie e organi specifici. In futuro, ciò potrebbe cambiare con l'uso di “gemelli digitali” sempre più sofisticati, ovvero modelli virtuali della biologia di una persona che si aggiornano in tempo reale utilizzando i suoi dati sanitari. Queste simulazioni possono essere utilizzate per testare trattamenti, prevedere come reagirà il corpo ed esplorare la malattia prima che si manifesti. Un tale cambiamento modificherebbe radicalmente il significato stesso di scienze della vita.
Il sogno qui non è sconfiggere l'invecchiamento, come sostengono alcuni transumanisti. È più concreto: rendere l'assistenza sanitaria accessibile a tutti gli americani, salvare il servizio sanitario nazionale britannico, sconfiggere i tumori, raggiungere i paesi più poveri e aiutare tutti a vivere più a lungo senza malattie.
L'incubo, tuttavia, è quello di perdere la nostra umanità mentre digitalizziamo i nostri corpi. L'Internet of Beings è una delle possibilità più affascinanti che la tecnologia sta aprendo, ma dobbiamo esplorarla con attenzione. Stiamo riprendendo il viaggio che l'umanità stava compiendo in quegli anni ottimistici degli anni '60, quando siamo atterrati per la prima volta su un pianeta alieno. Solo che ora il territorio alieno che stiamo esplorando siamo noi stessi.
