Africa, oltre “hic sunt leones”

Sull'altra sponda del Mediterraneo, un continente di cui non conosciamo abbastanza.

articolo di Emanuele Gentile

africa gentile

Per noi europei – quelli della fissa di essere i fari della civiltà per antonomasia – l’Africa non è un continente. E’ un qualcosa di indefinito. Assume le caratteristiche del nulla. Se ci fate caso noi europei consideriamo l’Africa il regno di un sentire animalesco. Nelle carte geografiche di qualche secolo fa buona parte del continente nero era definito secondo l’espressione hic sunt leones (ossia “qui stanno i leoni”).

Per noi europei l’Africa non è un continente. E’ un qualcosa di indefinito.

Anche la frase “perché non ritornate in Africa” che noi rivolgiamo agli africani – o agli extracomunitari in genere – risponde proprio a quel sentire. Un sentire diffuso qui da noi in Europa. Oppure, le terre che stanno al di sotto della Sicilia sono viste esclusivamente come giacimenti di materie prime da avere a tutti i costi. Senza guardare in faccia nessuno. In primis, le facce degli africani. Un continente “bancomat” da cui prelevare ogni ben di Dio al fine di dissetare noi fari di civiltà. Vi rendete conto che un’impostazione di tal guisa è semplicemente senza senso e, permettetemelo di affermarlo, disgustosa? Nel senso che non si riconosce nell’Africa una sua dignità. Fin quando noi europei ci crogioleremo in una vulgata che da decenni dipinge l’Africa come un “nulla” non andremo da nessuna parte. Ci siamo domandati se a forza di rimanere ancorati a codesta forma mentis impediamo di fatto la risoluzione del problema Africa?

Non si riconosce nell’Africa una sua dignità

Quando daremo finalmente dignità all’Africa allora la storia assumerà una nuova dinamica. Soltanto considerando l’Africa al nostro stesso livello potremo risolvere le tante questioni aperte sul tappeto della modernità. Non può essere altrimenti. Mica il problema Africa addiviene a una giusta soluzione non considerando guarda caso l’Africa partner essenziale e fondamentale di tale processo! E’ ora di vedere il continente africano sotto una nuova lente. A partire dalla sua plurimillenaria storia. Una storia che fa dell’Africa la madre di tutto il mondo. I primi manufatti umani attestanti un’attività di creazione sono stati ritrovati in Sudafrica e più precisamente nelle Grotte di Blombos. In quel sito si fabbricavano manufatti 90.000 anni prima dell’era volgare. Noi europei ci vogliamo dimenticare che nel corso del Medioevo era l’oro africano proveniente dal leggendario Impero del Mali a sostenere finanziariamente il nostro continente? E’ risaputo che il Regno di Axum era verso il II/III secolo d.C. una delle autorità statali più importanti del mondo al pari dell’Impero Romano, dell’Impero Cinese e dell’Impero Persiano. Timbuctù, nel Mali, era sede di una delle università più prestigiose del Basso Medioevo. Sul finire del Medioevo alcuni regni africani intrattenevano regolari relazioni diplomatiche con la Santa Sede ed altri stati europei. Durante gli scavi di Grande Zimbabwe – città medievale situata per l’appunto nello Zimbabwe – sono stati ritrovati frammenti di ceramica cinese e persiana come anche monete arabe ed altro materiale risalente a paesi lontanissimi a testimonianza della centralità dell’Africa nelle rotte commerciali di quei tempi. L’elenco potrebbe continuare all’infinito e testimonia un fatto ben evidente: l’Africa ha fatto parte a pieno titolo e di modo contrale alla storia del mondo da sempre. Eccome!

Possibile che solo la Cina si sia accorta della valenza strategica dell’Africa?

Ma non c’è solo il passato quando ci si riferisce all’Africa poiché il continente ha un futuro molto promettente. Infatti, il 2019 si può considerare un anno di svolta storica per l’Africa. La quasi totalità degli stati africani ha deciso di dare vita alla più grande area di libero scambio del mondo che avrà un peso notevole negli equilibri economici mondiali. Parallelamente abbiamo il progetto di introdurre una moneta unica denominata ECO. La decisione è stata adottata nel corso di un meeting ad Abuja – capitale federale della Nigeria – da parte dei 15 stati membri dell’Ecowas (Economic Community of West African States). Si dovrebbe partire nel 2020. Inoltre come considerare il premio Nobel per la Pace conferito al Premier etiopico Abiy Ahmed Ali se non come un viatico di concreta speranza nei confronti dell’intero continente africano? Possibile che solo la Cina si sia accorta della valenza strategica dell’Africa? Pertanto, l’Africa non ha bisogno di molto, ma necessita di uno shift nei suoi confronti da parte nostra. Considerare, cioè, il continente nero un continente avente una sua dignità perché la sua sequela storica lo dimostra appieno. L’Africa è davvero ben oltre hic sunt leones.

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