L'epoca dell'atomica non è ancora finita.

Da più parti, non solo dalla Corea del Nord, arrivano segnali poco rassicuranti.
Bisogna riprendere la strada della riduzione drastica di testate e centrali.
Articolo per Corriere della Sera.

 

Può essere Internet la forza che sta per risvegliare il mostro che credevamo di aver addomesticato?
Il confronto teatrale tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, e i rinnovi traballanti tra Donald Trump e l’Iran per la non proliferazione nucleare, oltre a quello di ulteriore riduzione degli arsenali con la Russia (che scade nel 2021), sembrano farci tornare ad un’epoca che avevamo dato per finita.
Una minaccia nuova sta però crescendo in un contesto nel quale le tecnologie sottraggono agli Stati molte delle loro prerogative storiche, inclusa quella di detenere il monopolio della costruzione ed utilizzazione di armi di distruzione di massa.
In che misura, allora, una tecnologia la cui caratteristica è quella di distribuire ovunque l’informazione che era controllata dalle istituzioni di un ordine globale logoro, aumenta la possibilità che nel confronto faccia irruzione una delle multinazionali del terrore che hanno già dichiarato guerre mondiali di tipo diverso da quelle che nel ventesimo secolo produssero la logica della distruzione reciproca? In effetti, l’epoca dell’atomica non è mai completamente finita.

Disponibile articolo completo.

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